Benvenuto nel Gruppo di Acquisto Solidale di Morbegno!


E…...la nave va


Non sappiamo se potremo trascorrere le prossime festività natalizie con i parenti,  gli amici, i nostri cari…..

Ma comunque Noi ci stiamo preparando, un po’ chiudendo gli occhi e facendo finta di niente, un po’ provando a condurre la nostra vita con la “normalità” di sempre, così da accantonare o allontanare quella tristezza, quel senso di precarietà che ci accompagnano ovunque.

Poi, prima di Natale….ci aspettano le clementine, i dolcetti di Tatawelo, ancora olio  Nicolosi, gli aranci siciliani…..e, se ce la facciamo, anche  la galassia di Iris.

Nel frattempo, noi soci, diamo una mano al Consiglio Direttivo perché lo smistamento e la distribuzione dei prodotti avvengano secondo i crismi della sicurezza e della massima attenzione alle norme di salvaguardia.



Per il resto...Sursum corda…

Villiam



Ultimo aggiornamento (Domenica 25 Ottobre 2020 23:13)

 

SOCI in…..ARTE

Che il Mondo dei nostri socigas sia uno spaccato abbastanza probante della popolazione che dimora in Bassa Valle, credo si possa darlo per acquisito: lavoratori dipendenti, liberi professionisti, insegnanti, pensionati, esercenti….

E fra questi…. alcuni che si dilettano, per passione, per studio, per professione nella nobile arte dell’Arte nella sua più vasta accezione.

Comincio con una rassegna di musici, quasi a kilometro zero, che in questi giorni hanno ripreso le loro scorribande sonore, volti ad allietare un momento storico quanto mai bisognoso di sollevanti svaghi, in sicurezza e in distanziamento, evidentemente.

Mi aspetto altre presentazioni di musicisti, attori, pittori, acrobati e saltimbanchi, la nostra web- paginetta è aperta, direi anche per amici non ancora gas-iscritti, ma comunque in zona eco/bio/sostenibile.

Villiam

Proposte musicali Xeres

Ultimo aggiornamento (Sabato 11 Luglio 2020 22:20)

 

Impara l’Arte e ... fanne Parte



https://padlet.com/sarapiganzoli1/fz9jv5sd63gr



Ultimo aggiornamento (Giovedì 30 Aprile 2020 21:25)

 

UN INVITO A CAPIRE


“…..In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo...arriva un virus e  ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare noi i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa, anche  se siamo bianchi, occidentali…. 

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui corriamo tutto il  giorno dietro a non si sa bene cosa... da un momento all'altro, arriva lo stop !
Per giorni e giorni barricati in casa a fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro...Sappiamo ancora cosa farcene?

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel virtuale dei social network, dandoci l'illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.

In una fase sociale in cui pensare solo al proprio orticello è diventata la regola...il virus ci manda un messaggio chiaro: l'unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunità...qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si  prende cura di noi.  Sentire e comprendere che dalle nostre azioni dipendono le sorti non solo nostre, ma anche di tutti quelli che ti circondano.
            
Allora….se smettiamo di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè con il  Cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo
."    (da un testo di  F.  Morelli)

Ultimo aggiornamento (Martedì 10 Marzo 2020 23:12)

 

Chilometro ZERO, ma non solo

Noi Socigas cerchiamo di ridurre il nostro impatto ambientale anche grazie a corrette scelte alimentari; preferiamo, per esempio, i cibi a chilometro zero, cioè quelli prodotti il più vicino possibile a noi da coltivatori e allevatori locali. Questi cibi hanno molti vantaggi: sono stagionali e generalmente freschi, sono spesso più saporiti di quelli colti non maturi o congelati per “sopportare” un lungo viaggio; possono essere più economici quando sono parte di una filiera corta che eviti molti passaggi di mano. Inoltre favoriscono l’economia locale, hanno un ridotto impatto sull’ambiente perché richiedono meno imballaggi e producono meno emissioni inquinanti nel trasporto.

Eppure potrebbero NON ESSERE questa la scelta più eco-sostenibile, come sostengono da anni molti studiosi e di recente lo ha spiegato la ricercatrice Hannah Ritchie in un articolo di Vox.

Sostiene, ad esempio, che il consiglio di consumare prevalentemente cibo locale, suggerito anche dalle Nazioni Unite, possa risultare fuorviante perché le emissioni dovute al trasporto dei prodotti sono una percentuale molto piccola sul totale di quelle causate dall’industria alimentare.

Non esiste una stima unanime sulla quantità delle emissioni inquinanti causate dall’industria alimentare – che includa anche conservazione, imballaggio e trasporto – ma secondo un rapporto delle Nazioni Unite aggiornato al gennaio 2020, l’Agro-Industria è responsabili del 20/37 per cento del totale delle emissioni di gas serra prodotte dall’uomo.

Le emissioni dovute al trasporto rappresentano una percentuale molto piccola rispetto a quelle causate dalla deforestazione o all’allevamento. Secondo un rapporto della FAO pubblicato nel 2006, l’allevamento è responsabile del 18 per cento del totale delle emissioni di gas serra prodotte dall’uomo... Secondo un articolo pubblicato nel 2009 dal Worldwatch Institute andrebbe invece portata al 51 per cento perché bisogna calcolare anche le emissioni legate al disboscamento per fare spazio agli allevamenti e al mancato assorbimento di anidride carbonica che provoca.


Il Grafico considera 29 prodotti alimentari e di ogni uno indica la quantità di emissioni di gas serra causata dallo sfruttamento della terra (pezzetto verde), dall’allevamento e dalla coltivazione (compreso l’uso di fertilizzanti), dal mangime, dalla lavorazione (blu), dal trasporto, dalla refrigerazione e conservazione, infine dall’imballaggio.

Il trasporto è il quinto pezzettino da sinistra, caratterizzato dal color rosa

(Parte prima)

Ultimo aggiornamento (Domenica 08 Marzo 2020 20:15)

 

COME STA IL BIO in Italia ?

Il mondo del biologico continua a correre, ma il settore degli alimenti rallenta. Dopo anni di crescita, nel 2018 le attività legate al cibo bio sono diminuite dello 0,3%, contro il +6% dell’anno precedente. Lo evidenzia ancora una volta il Rapporto Bio Bank, che come ogni anno ha raccolto i dati di oltre 9 mila aziende attive nel mondo del biologico tra negozi specializzati, siti di e-commerce, ristoranti, mercatini, gruppi d’acquisti solidale, aziende, agriturismi...

Continua, invece, la marcia dei portali per la vendita online di prodotti bio che, negli ultimi cinque anni, hanno registrato una crescita di oltre il 56%, passando dai 240 siti del 2014 ai 375 del 2018. Come l’anno precedente, la seconda migliore performance è quella dei ristoranti bio che nello stesso periodo sono aumentati del 36,5%. Seguono le mense biologiche (+12,5%), i mercatini (+6,8%) e i negozi specializzati (+0,4%); in calo, invece, le aziende bio con vendita diretta, che registrano un calo dell’1,6%.

Continua il trend negativo per gli agriturismi (-5,6%) e per i gruppi di acquisto (-10,5%). Quasi quattro attività biologiche su dieci si concentrano in sole tre Regioni italiane, le stesse dell’anno precedente; al primo posto per numero di aziende si piazza la Lombardia, con 1.418 imprese censite nel 2018, una in più rispetto al 2017. Segue ancora l’Emilia Romagna, con 1.325 attività, e la Toscana, dove se ne contano 1.128.

In 10 anni, le vendite di prodotti bio sono raddoppiate nei negozi specializzati, mentre nei supermercati e in altri canali di vendita è addirittura quadruplicato. Nello stesso periodo, il mercato italiano del biologico è passato da 1,6 miliardi di euro a 4,1 miliardi: un aumento del 164%.”

Personalmente credo che indietro non si torni, ci potranno essere piccoli rinculi seguiti da ripartenze più o meno spumeggianti, ma la scelta dei cittadini/consumatori per un cibo sano, pulito e giusto, per chi lo consuma e per chi lo produce, ritengo sia un processo irreversibile. Che poi i GAS siano in grado di intercettare, almeno in parte, questa linea di tendenza è tutta un’altra storia, anche rispetto alla politica pan/consumistica della Grande Distribuzione che vuole occupare ogni spazio di richiesta dei possibili clienti. Per ora il nostro GAS continua la sua costante e inarrestabile crescita, se ne riparla fra un anno…

villiam



Ultimo aggiornamento (Giovedì 20 Febbraio 2020 17:47)

 

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